il voto della vergogna

Oggi si è espresso al Senato il voto della vergogna. La maggioranza ha votato compatta a favore della legge “blocca-processi”, piegando il capo al volere di Silvio Berlusconi.

Non credo che i cittadini che hanno votato la Lega o gli ex An si aspettassero dai rispettivi leader un tradimento della fiducia accordata con il voto del 13 e 14 aprile. Forse, e lo spero nel profondo, neanche gli elettori ex Forza Italia se lo aspettavano un decreto del genere.

Nessun cittadino si aspettava un decreto contro la loro sicurezza, esattamente come nel precedente governo nessuno si aspettava l’indulto. Semplicemente perché nessun cittadino lo aveva chiesto e nessuna forza politica lo aveva inserito nel proprio programma.

Travaglio, durante la trasmissione Passaparola di ieri, ha fornito un elenco esaustivo dei reati che la macchina della giustizia deve obbligatoriamente “ignorare”.

Li riporto di seguito, uno sull’altro, come si fa per un elenco mortuario, perché oggi muore una parte di democrazia di questo Paese.

 aborto clandestino
– abuso d’ufficio
– adulterazione di sostanze alimentari
 associazione per delinquere
 bancarotta fraudolenta
– calunnia
– circonvenzione di incapace
– corruzione
 corruzione giudiziaria – è quella per cui Silvio Berlusconi ha fatto questo decreto
– detenzione di documenti falsi per l’espatrio
– detenzione di materiale pedo-pornografico
– estorsione
– falsificazione di documenti pubblici
– frodi fiscali
– furto con strappo
– furto in appartamento
 immigrazione clandestina (“pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi” – Marco Travaglio)
– incendio e incendio boschivo
– intercettazioni illecite
– maltrattamenti in famiglia
– molestie
– omicidio colposo per colpa medica
 omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata (“tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa” – Marco Travaglio)
– peculato
– porto e detenzione di armi anche clandestine
– rapina
– reati informatici
– ricettazione
– rivelazioni di segreti d’ufficio
 sequestro di persona
– sfruttamento della prostituzione
– somministrazione di reati pericolosi
 stupro e violenza sessuale
 traffico di rifiuti
– truffa alla Comunità Europea
– usura
– vendita di prodotti con marchi contraffatti
– violenza privata

Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi.

Per sospendere il processo di un cittadino, Silvio Berlusconi, l’Associazione Magistrati ha calcolato che ne verranno sospesi circa centomila.

La mobilitazione nelle piazze è ormai inevitabile. Sul blog ho deciso di lanciare questa iniziativa contro la blocca-processi, iniziativa appello a tutti gli elettori, perché si dissocino dalle scelte dei rappresentanti del loro partito.

La legalità è la base di ogni democrazia. Senza legalità c’è solo il regime totalitario o l’anarchia.

Postato da Antonio Di Pietro

magistrati sovvertitori

“Pm vogliono sovvertire voto”

Berlusconi: “Non lo permetterò”

Silvio Berlusconi annuncia per la prossima settimana una conferenza stampa nella quale afferma che denuncerà “iniziative di pm e giudici che, infiltrandosi nel potere giudiziario, vogliono sovvertire la democrazia in Italia”. Questa è una cosa, dice il presidente del Consiglio, chiudendo la conferenza stampa alla fine del Consiglio europeo di Bruxelles, che “non permetterò”.

“Io nel 1994 ho visto sovvertire il voto popolare, non permetterò che succeda ora”. Ed ancora: “in alcun modo non permetterò che il voto popolare e la volontà degli italiani siano sovvertiti da chi infiltrandosi nella magistratura la usa per sovvertire la democrazia”. E’ questo il j’accuse di Silvio Berlusconi nei confronti della magistratura politicizzata e anche di quella magistratura che “non è riuscita a mettere nell’angolo” chi ha “sovvertito la democrazia”.

“Contro di me ci sono solo accuse false e risibili. Lo giuro sui miei figli”. Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo parla, senza citarlo esplicitamente, del processo Mills che, a Milano, andrà avanti malgrado la sua richiesta di ricusazione del presidente del Tribunale Nicoletta Gandus.

Il presidente del Consiglio ricorda che, quando era a palazzo Chigi due legislature fa, tenne una conferenza stampa per spiegare la risibilità di alcune accuse che lo riguardavano, portate avanti da ”Pm e giudici che utilizzano il potere giudiziario per sovvertire la democrazia in Italia”. ”Un fatto – attacca alzando la voce Berlusconi – che non posso permettere perché, oltretutto, mi si accusa di qualcosa che non esiste. Ve lo giuro sui miei 5 figli. Se uscisse fuori anche solo un’ombra della mia colpevolezza mi ritirerei”.

LA RISPOSTA DELL’ANM
”Basta con gli insulti alla magistratura che sono un danno per la democrazia e il Paese. Il premier parla di pm sovversivi? faccia i nomi, o si continua con invettive prive di aggancio con le vicende concrete”. Così il segretario dell’Anm, Giuseppe Cascini replica alle parole del premier Cascini qualifica quelle del premier come ”aggressioni verbali”, ”insulti”, rispetto ai quali ”non si può rispondere in alcun modo, perché noi abbiamo rispetto per le istituzioni”.

Il segretario dell’Anm ricorda che appena qualche giorno fa il sindacato delle toghe aveva riaffermato il principio che ”chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l’istituzione giudiziaria”, pena compromettere la credibilità delle istituzioni e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Mi chiedo come mai secondo il nano, chiunque va contro di lui vuole sovvertire la democrazia. Si mette parole in bocca (democrazia, appunto) di cui non conosce neanche il significato a quanto pare… democrazia non è il governo di una persona che si fa leggi per il suo tornaconto… e che per fare questo spesso mette il bavaglio alla magistratura… democrazia è un paese in cui TUTTI, al di là di immunità varie, possono essere indagati e devono pagare per i loro reati. Per non parlare del bavaglio messo ai giornalisti, che, sempre in democrazia, dovrebbero avere il diritto di dire cosa vogliono di chi vogliono (ovviamente parlo di fatti verificati), anche riguardo lui… avete visto i tg di questi ultimi tempi? Sarò prevenuta, ma a me sembrano più che altro luoghi in cui si osanna il premier come un dio… a parte rare eccezioni. E poi la smetta di dire che fa tutto quello che fa perchè lo vuole la gente… io non credo che nessun cittadino gli abbia chiesto niente di tutto quello che sta facendo. Ma forse io conosco solo gli “onesti”, e la gente di cui parla lui è altra. Resta il fatto che dietro questa espressione sta legittimando cose illegittimabili. Dovrebbe capire che il voto non è l’unico modo con cui la gente si esprime… e votarlo non vuol dire che tutti poi vogliano le cose che vuole lui. Che la smetta di sparare parolone per impressionare, ormai abbiamo capito di che pasta è fatto. E spero che anche chi l’ha votato ci stia riflettendo bene! 

nuovi regimi

da: www.zonaliberata.ilcannocchiale.it 

IL REGIME NANISTA.



Giusto per chiarire due cosette, visto il momento di confusione, cerchiamo ci capire chi è “il cattivo” o il “cosa è normale”. Dato che assistiamo ad una totale rovescio dei fatti, ad esempio vediamo un buffone qualsiasi alla Chiambretti dare dell’Hitler a Beppe Grillo, così senza fornire una buona motivazione, ma solo per una “somiglianza di voce”. Hitel era un dittatore Grillo è un comico che ha deciso di far qualcosa di socialmente utile, può essere giusta o meno, ma avviene in totale legalità.

 

Ma gli esempi sono tanti e ormai non si contano più, il guaio del virus del berluisconismo è proprio questo : la facilità della propagazione, che ha colpito tutte le categorie. Ha deformato la realtà, creandone un’altra che è opposta alla normalità. Il guaio è che anche la sinistra è berlusconizzata. In questa realtà al contrario i nemici del popolo sono i magistrati che scoprono i reati, e non i soggetti che li compiono. Oppure in questa realtà chi dovrebbe risolvere i problemi, legati alla politica o ad altri settori, è lo stesso che li ha causati. In questa realtà i nemici della collettività sono i cittadini che protestano contro una discarica su una falda acquifera, e non chi per anni ha lucrato sulla cattiva gestione dei rifiuti.

 

Liberarsi dal berlusconismo ci costerà caro, sarà peggio del fascismo. Questi giorni sono un esempio chiaro. Succede che con un disegno di legge vergognoso in due mosse si ottiene il rinvio dei processi fino al 2002 (guarda caso c’è anche quello del NanoinLibertà ) e inoltre si imbavaglia la stampa , impedendole di parlare delle indagini della magistratura, impedendo la pubblicazione delle intercettazioni fino all’inizio del processo. Una cagata in parte bipartizan (l’Astratto Walter su una parte era d’accordo) che impedisce ai cittadini di essere informati, i processi sui furbetti del quartierino o su Moggi non sono ancora iniziati. Impedirebbero alla gente di sapere cosa accade al Macello S.Rita, così magari ignari di tutto i cittadini continuerebbero a ricoverarsi lì, impedendo di fatto di far bloccare la strage.

 

A parte molti giornalisti della carta stampata, non c’è stata molta mobilitazione di coloro interessati ad informare i cittadini. In televisione poi neanche a parlarne, alla notizia vengono dati pochi minuti se non secondi, un esempio è il tg2. Oppure come il tg di la7, il direttore Petoso (Piroso per gli amici) ha ritenuto opportuno inserire nella copertina del tg la vicenda di corna di un carabiniere, per dire questa è informazione. Insomma la tv ,che di fatto è l’unica fonte di informazione per milioni di italiani, essendo berlusconizzata non parlerà mai in modo chiaro della gravità di ciò che accade.

 

Come non spiegherà mai la pericolosità nel dare all’esercito il controllo delle città, cosa che ricorda gli inizi delle dittature. Manca solo la frase da dire al popolo tipo : “Rinunciate a un po’ di libertà per la sicurezza“ e il gioco è fatto. Non dimentichiamo che Hitler, tanto caro a Chiambretti, ha iniziato a togliere i primi diritti costituzionali con un decreto legge nel febbraio del 1933 ( il “Decreto dell’incendio del Reichstag”). Mussolini, il Duce non la nipote scema, con le leggi fascistissime del 1925-’26 fa altrettanto, abolendo anche lo sciopero.

 

Questo governo in poco più di un mese si sta impegnando nel fare altrettanto, non dimentichiamo che ha già abolito il diritto a manifestare, e si riparla di un Lodo Schifani 2 ( immunità per le alte cariche Ciuffone compreso), scusate la volgarità mi è scappato un Schifani.

 

Insomma assistiamo al nascere di un regime, dopo il fascismo arriva il nanismo

Il tg più bello del mondo

Traduzione e spiegazione del telegiornale di regime. Che vergogna cosa riescono a dire e fare per proteggere il loro “capo”… o Kapo? A parte questo mio lapsus, trovo sia grave dare una sfilza di pseudo informazioni-balla in un telegiornale nazionale… come se non bastasse oggi leggo sul giornale che il buon Silvietto si sta creando un’altra legge per levarsi dai guai… spacciandola come utile per l’intera collettività… sì certo, la collettività dei criminali e dei mafiosi di sicuro… per fortuna non siamo tutti come lui… resta il fatto che ogni giorno mi vergogno sempre più di vivere in un paese così!

giustizia italiana

Ogni tanto uno si chiede se sogna o se è desto


di Bruno Tinti (curatore di Toghe rotte)

Qualche volta questo succede quando si vive una situazione troppo bella per essere vera; che so: una ragazza bellissima ha appena accettato di uscire a cena con te. Non ci posso credere!, si dice il fortunato.

Molto più spesso però l’esperienza para onirica è di tipo negativo. L’esempio tipico e ricorrente riguarda le iniziative adottate dalla classe politica nei più disparati settori; si resta increduli. Almeno, io resto incredulo nel settore di cui ho una qualche esperienza, quello della Giustizia. Poi mi rendo conto che è tutto proprio vero e mi …. arrabbio; poi mi deprimo; poi mi rassegno.
Veniamo al dunque: il cosiddetto pacchetto sicurezza.

Per la verità, straordinariamente, qualcosa di intelligente vi è stato inserito: hanno abolito il patteggiamento in appello (almeno, così si legge nella prima versione del testo reperita su Kataweb). Trattasi di una delle situazioni para oniriche del primo tipo, quelle della ragazza bellissima che accetta di uscire a cena con te: da non crederci. E infatti mi sa che non resisterà agli aggiustamenti successivi e che alla fine il patteggiamento ce lo ritroveremo reintrodotto a furore di popolo … avvocatesco.

Poi c’è un’altra cosa furba: la subordinazione della sospensione condizionale della pena all’eliminazione delle conseguenze del reato. Per capire bene di che si tratta bisogna sapere che se uno è incensurato e viene condannato a una pena inferiore ai due anni di reclusione, non va in carcere: la pena resta sospesa per 5 anni e, se questo non commette altri reati, non la sconterà mai; se invece commette un altro reato sconta sia la pena per il reato nuovo che quella che gli era stata sospesa.

Bene, questo beneficio, dice il nuovo pacchetto sicurezza, può essere concesso solo se il condannato elimina le conseguenze dannose del reato; insomma se rimette tutto a posto o risarcisce il danno cagionato.

Una cosa ovvia, si può pensare; ma nel nostro sistema penale l’ovvio è merce rara; e una cosa così intelligente non si era mai vista.

Anche qui uno pensa: ma davvero questa bellissima ragazza viene a cena con me?

Poi scopre che è tutto vero, ma solo per il reato di cui all’art. 635 codice penale.

Di che si tratta?; beh, è il reato della fidanzata tradita, quella che va sotto la casa del fidanzato e gli riga la macchina o gli buca le gomme.

In questi casi, dice il pacchetto sicurezza, la fidanzata non andrà in prigione se porta la macchina dal carrozziere per farla riparare o se compra un treno di gomme nuovo.

E tutti gli altri reati? Che so, una villa costruita in cima a un promontorio in riva al mare, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e, naturalmente, costruita senza licenza. Oppure un bel palazzone di 10 piani costruito in zona destinata a parco pubblico. Oppure un appalto concesso a chi non doveva averlo e che lo ha avuto perché ha pagato un sostanziosa busta (con danno ovvio per chi invece l’appalto avrebbe dovuto averlo). Oppure una pubblica fornitura eseguita con materiale di scarto. Oppure un bel falso in bilancio con il quale l’amministratore della società si è portato via la liquidazione di quei 200 o 300 soci che l’avevano investita… Oppure fate voi, tutto quello che leggiamo sui giornali ogni giorno.

Ecco, per tutti questi reati il discorso non vale. Qui la sospensione condizionale della pena viene concessa subito, la villa o il palazzo non vengono demoliti e nemmeno sottratti a chi li ha costruiti che continua a starci dentro; l’appalto ormai è stato eseguito e le fatture vengono pagate; i danni eventuali saranno richiesti con un bel processo civile (tanto lo sanno tutti che i giudici civili lavorano poco e hanno tanto tempo a disposizione) e se va bene saranno pagati tra una decina d’anni. E il falso in bilancio? Beh, ma per quello, si sa, il processo manco comincia…

Allora si capisce che siamo nel solito brutto sogno e che purtroppo è tutto vero.

Dove proprio piombiamo in un incubo è quando leggiamo della nuova arma decisiva per la lotta all’immigrazione clandestina, dello strumento che risolleverà le patrie sorti e libererà l’Italia dalla piaga endemica dei clandestini: il nuovo reato di immigrazione clandestina, punito da 6 mesi a 4 anni.

Per capire bene in che pasticcio ci stiamo cacciando, andiamo per ordine.

Chi dunque è immigrato clandestinamente in Italia, secondo i nostri Solone (trattasi di un celebre legislatore dell’antichità) commette reato.

Ogni reato deve essere denunciato e l’autore di esso deve essere processato. Quindi diventa imputato.

Come ogni imputato, anche questo, che da adesso chiamiamo Alì Ben Mohamed deve essere iscritto nel registro degli indagati (tempo medio – di un segretario bravo – minuti 5)
Alì Ben Mohamed in verità è anche detenuto perché Solone ha pensato di prevedere che l’immigrato clandestino deve essere obbligatoriamente arrestato.

Siccome Solone ha anche pensato che Alì Ben Mohamed deve essere giudicato con rito direttissimo, nelle 48 ore il nostro viene portato in Tribunale.

Questo significa che:

1) Il PM deve preparare una richiesta di giudizio con rito direttissimo (tempo medio minuti 5 – il provvedimento presumibilmente sarà preparato una volta per tutte e dovrà solo essere completato con le generalità di Alì Ben Mohamed e qualche altro dato variabile).

2) Bisogna anche annotare la cosa nel registro generale informatico (tempo medio minuti 1)

3) Poi questa richiesta deve essere trasmessa al Tribunale che dovrà annotarla anche lui nel registro informatico (tempo medio minuti 1) e predisporre l’udienza.

4) Nel frattempo il PM non ha finito: deve ordinare alla scorta di portare Alì Ben Mohamed in Tribunale per domani o dopodomani: tempo medio minuti 1, si fa tutto via fax.

5) Deve ancora citare un interprete per il processo perché Alì Ben Mohamed non parla l’italiano o comunque dice di non parlarlo e tu non puoi provare il contrario (tempo medio minuti 1)

6) Naturalmente l’interprete deve essere pagato e ciò richiede una serie di incombenti amministrativi (diciamo tempo medio minuti 5)

7) infine il Pm deve citare i testimoni (sarebbe il poliziotto che ha beccato il clandestino) altro provvedimento, altro fax, tempo medio minuti 1. Magari il poliziotto ha appena finito il turno oppure è di turno in un altro posto; ma deve venire apposta in Tribunale per dire che in effetti lui ha beccato il clandestino e che questo non aveva il permesso di soggiorno. Deve venire per forza perché il suo rapporto, quello che aveva scritto allora e che racconta come si sono svolte le cose, non può essere dato al giudice se l’avvocato difensore si oppone; e, per la verità, se l’avvocato difensore non si opponesse non farebbe il suo dovere, che consiste, tra l’altro, nel far durare il processo più a lungo possibile per tardare il momento della sentenza e per arrivare alla prescrizione.

Se Alì Ben Mohamed viene portato in Tribunale, se l’interprete viene, se il poliziotto viene, il processo si fa (tempo medio ore 1): si interroga il teste, PM e difensore parlano un po’ e spiegano perché l’imputato deve essere condannato e prosciolto, il giudice si ritira e poi ritorna e legge la sentenza. Prevedibilmente sarà di condanna e la tariffa si attesterà sul minimo (succede sempre così) 6 mesi, meno le attenuanti generiche, mesi 4; magari la pena sarà anche convertita in pena pecuniara, 38 euro al giorno per 120 giorni, uguale 4560 euro.

Poi però il giudice deve ancora scrivere la sentenza (tempo medio mezz’ora, anche qui è prevedibile un modello prestampato) .

Insomma, per fare tutto questo hanno lavorato 1 PM, 1 giudice, due segretari (uno del PM e uno del giudice) 1 cancelliere per l’udienza, un numero variabile di poliziotti (chi lo ha arrestato, chi ha fatto il rapporto, chi lo ha portato in carcere etc.), la Polizia penitenziaria della scorta, 1 interprete e 1 funzionario amministrativo che gli ha liquidato il compenso che gli tocca. Tempo medio complessivo (senza considerare il lavoro di poliziotti & C) ore 2.

In realtà quasi sempre il processo per direttissima non si farà; perché quel giorno di direttissime ce ne sono 15 o 20; non c’è solo l’immigrazione clandestina che prevede il rito direttissimo.

Ancora si commettono reati di porto d’armi e ancora ci sono casi di direttissima per reati piuttosto gravi (per esempio traffico di droga); poi ci sono gli altri reati della Bossi Fini che fanno concorrenza a questo nuovo arrivato.

Insomma, nel 70 % dei casi (ma sono ottimista) il processo sarà rinviato. A quando? Mah, da 1 mese a 6 mesi.

Il clandestino naturalmente è in giro per i fatti suoi da subito dopo la sentenza.

Eh già, perché, se è incensurato, Alì Ben Mohamed ha diritto alla sospensione condizionale della pena.

Ma soprattutto ci saranno un sacco di motivi per i quale in realtà Alì Ben Mohamed sarà prosciolto. Il punto è che il codice penale prevede una scriminante (sarebbe una causa di giustificazione): lo stato di necessità, ad esempio (art. 54 del codice penale). Forse Solone non lo sa, ma si tratta di una cosa che vale per tutti, anche per i clandestini.

Così se Alì Ben Mohamed dice che lui era entrato in Italia con visto turistico per stare insieme con la moglie e il bambino piccino che erano qui legalmente; che poi la moglie è scappata con un altro, lasciando lui e il bambino piccino; e lui mica poteva lasciare il bambino piccino in mezzo alla strada, ecco che il giudice lo assolve per aver agito appunto in stato di necessità.

Oppure Alì Ben Mohamed potrebbe dire che le sue preferenze sessuali sono non del tutto ortodosse e che nel suo Paese a quelli come lui gli fanno cose brutte e definitive, sicché lui al suo Paese proprio non può tornarci. E anche qui stato di necessità.

Oppure … ma qui la fantasia (e l’abilità di un bravo difensore) può esercitarsi e di fatto si esercita molto liberamente.

Sicché che questo odioso immigrato clandestino venga condannato non è proprio del tutto certo.
In ogni modo, anche se condannato, Alì Ben Mohamed rarissimamente resterà in carcere. E, se anche ci resta, dopo 9 mesi deve essere buttato fuori per espressa disposizione di legge (sono le norme sui termini di carcerazione preventiva, questa cosa orribile che viene sempre vituperata tranne, pare, per Alì Ben Mohamed).

Comunque stiano le cose, Alì Ben Mohamed ha anche un altro diritto (lo so, non sta bene che gli si riconoscano tutti questi diritti, però, che ci si vuol fare, è la legge): può fare appello contro la sentenza di condanna. E siccome l’appello non gli costa nulla, anche perché ha un difensore di ufficio che viene pagato dallo Stato (dal popolo per la verità, cioè anche da me, mannaggia), lui lo fa di sicuro.

Questo significa che la cancelleria del giudice che lo ha condannato deve trasmettere tutto alla Corte d’Appello che poi deve fare un certo numero di notifiche e poi un nuovo processo.
Non voglio rifare la tabella tempi e metodi di cui sopra. Ma ognuno capisce che tutto questo non si fa senza che un certo numero di persone ci lavori sopra e per un certo periodo di tempo. Ah, dimenticavo, qui i giudici che si debbono occupare di Alì Ben Mohamed sono 3.

Se la sentenza viene confermata, non è mica finita. Perché Alì Ben Mohamed ha ancora questo diritto di fare ricorso in Cassazione, dove altri 5 giudici si occuperanno di lui; il tutto previa una serie sterminata di trasmissioni atti (a Roma !!!), adempimenti procedurali e notifiche.
E la Cassazione magari confermerà che Alì Ben Mohamed è proprio colpevole e che la pena inflittagli è giusta.

Ma, e qui la cosa si fa interessante, in realtà Alì Ben Mohamed non deve stare in carcere, deve essere espulso; Solone ha deciso che il giudice , con la condanna, ordina l’espulsione.

Questa cosa è bellissima; Solone proprio non sa o non ha capito niente di quello che succede.
Dunque, ordine di espulsione, si avvia il procedimento amministrativo per l’espulsione di Alì Ben Mohamed. In soldoni il questore gli notifica un provvedimento che dice che lui deve andare via.

Ovviamente Alì Ben Mohamed se ne frega e non va via.

Resta a fare il clandestino che a questo punto ha commesso anche un altro reato, quello previsto dall’art. 14 comma 5 ter della Bossi Fini. Sicché quando lo prendono di nuovo, lo denunciano anche per questo nuovo reato.

Anche per questo reato si fa la direttissima; e quindi si riapre tutto quello scenario descritto più sopra, un sacco di gente lavora su Alì Ben Mohamed per un sacco di tempo.

Qui Solone dovrebbe sapere che l’assoluzione è la norma; e non perché i giudici sono una manica di incapaci, lassisti, comunisti. Ma perché la situazione (vera, verissima) che Alì Ben
Mohamed racconta è la seguente.

Cari giudici io ho provato ad ottemperare all’ordine di espulsione e, a mie spese, mi sono recato alla frontiera con la Spagna; però lì, quando gli ho fatto vedere l’ordine di espulsione (non i miei documenti perché io non li ho, me li hanno rubati – come si dice, se non è vera è ben trovata) mi hanno detto che non se ne parlava nemmeno e che loro non mi facevano entrare. Quindi ho provato nell’ordine e sempre a mie spese, in Francia, in Svizzera, Austria e Croazia; ma anche lì mi hanno cacciato via.

In aereo, sempre per via della mancanza di documenti, non mi hanno voluto far salire. Allora ho provato con una nave ma anche lì non mi hanno voluto. Che posso fare?

Eh, dice il PM, magari ha ragione lui, io lo so che questa cosa è vera se uno non ha i documenti. Però Alì Ben Mohamed è un furbacchione e i documenti ce li ha, solo che non li vuole far vedere e mente.

Eh no, salta su il difensore, il PM non può “supporre” (intanto fa un ghigno di compatimento) che il mio assistito abbia i documenti e che volontariamente non li presenti; lo deve “provare”. Lei lo può provare PM, mi dica lo può provare? Il PM si fa piccino piccino e con un filo di voce dice che effettivamente …

Il giudice assolve.

Alì Ben Mohamed probabilmente finirà in un CPT (questa è bellissima, il nuovo pacchetto sicurezza contiene una norma decisiva per la lotta alla criminalità in genere e a quella degli immigrati clandestini e no in particolare: i centri di permanenza temporanea non si chiameranno più così, si chiameranno da adesso in poi centri di identificazione ed espulsione. Insomma non più CPT ma CIP che, obbiettivamente, è più tenero, ricorda lo scoiattolino dei fumetti).

Magari il Giudice che giudica Alì Ben Mohamed per una volta non è né incapace, né lassista né comunista, e lo condanna.

Così anche qui Alì Ben Mohamed fa appello, ricorso per Cassazione e intanto gira in strada dove fa danni. Eh si, perché siccome è clandestino e pregiudicato, non trova lavoro. Anche lui ha il vizio di mangiare; poi a casa sua ci sono mogli e bambini piccini che hanno bisogno di mangiare anche loro. Sicché che farà: spaccia, probabilmente, oppure fa contrabbando di sigarette o vende CD taroccati (è una cosa gravissima, quell’altro Solone, quello di prima, avevano previsto una pena fino a 8 anni di reclusione!!).

Tutto questo scenario, secondo il Solone di adesso, dovrebbe essere moltiplicato per 650.000.
Magari 650.000 proprio no, forse 500.000, forse 400.000. Chi lo sa?

Tanto la magistratura deve solo attrezzarsi e ottemperare ai suoi compiti istituzionali , senza sterili e incostituzionali lotte con il potere politico.

E’ ridicolo solo a pensarsi, figuriamo a dirlo o a scriverlo.

500.000 processi per questo nuovo reato non potrebbero mai essere fatti. E vero che non si può peggiorare un sistema penale come il nostro. E’ già morto del tutto.

Ma insomma….

Un’ultima cosa.

Forse non c’è motivo di essere così pessimisti: Forse non succederà niente di tutto questo.
Vedete, nel testo del decreto sicurezza che c’era su Kataweb questo nuovo reato è previsto così: “lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni del presente Testo Unico (sarebbero le norme sull’immigrazione) è punito etc.”

Questo significa che il reato viene commesso nel momento in cui lo straniero fa ingresso nel territorio dello Stato.

Siccome anche Solone sa (lo sa?) che c’è l’art. 2 del codice penale che dice che nessuno può essere punito per un fatto che secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato; e siccome questa nuova legge non c’era (proprio perché è nuova) quando i 650.000 sono entrati; ecco che i nostri clandestini possono stare tranquilli. Loro sono entrati clandestinamente quando la cosa non era reato.

Certo, possono essere espulsi, ripescati, denunciati perché non hanno obbedito all’ordine di espulsione, tutto come prima. Però per il reato di immigrazione clandestina non possono essere processati.

I nuovi, quelli che entreranno dopo l’entrata in vigore della legge, questi si, dovranno essere sottoposti a processo. E siccome non dovrebbero essere del tutto cretini; o comunque i loro difensori qualcosa gli suggeriranno, certamente ci diranno che è vero che sono clandestini ma sono entrati nel 2007 (a fare tanto) e da allora mai nessuno li ha fermati …..

Speriamo che siano pochi.

Domanda finale.

Se Solone gli immigrati non li vuole proprio, ma perché non li espelle da solo con tanti bei provvedimenti amministrativi fatti da questori, prefetti, sindaci e compagnia cantante; e non lascia i magistrati in pace a fare il loro lavoro?

Io avrei un po’ di falsi in bilancio, frodi fiscali, corruzioni e robette di questo genere che aspettano sul mio tavolo…

Ora, il mio caro Zio che aveva un gran fiducia in Maroni, e tutti gli altri/e che hanno avuto fiducia in Berlusconi, Bossi e Fini che avrebbero cacciato le orde di invasori islamici, hanno ancora qualcosa da dire o preferiscono costringere i loro eletti a fare quel che han promesso e non mantenuto? Così dedicano le loro energie ad un compito più nobile e non mi tocca più leggere degli effluvi maleodoranti di X o della propensione all’accattonaggio di Y come si trattasse di reati abominevoli?

democrazia totalitaria

Dal blog di Beppe Grillo:

Una lettera da Chiaiano.

“Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un’altra. Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili – davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate – che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio.
Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall’alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c’era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi.
La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull’asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva – invece – contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare.
Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l’atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia”.
Elisa Di Guida, docente di Storia e Filosofia – Napoli

Regime totalitarista? Certo ci manca poco… vediamo…

Gli slogan e le canzoncine che dovrebbero creare uno spirito di gruppo l’abbiamo, il tentativo di denigrare la storia e la tradizione italiana pure, basta pensare che l’altro giorno non ricordo più che intelligentone era tutto indignato perchè alle elementari si insegna “bella ciao” e ha proposto di sostituirla con “menomale che Silvio c’è”. Poi… abbiamo una polizia che, mera esecutrice di ordini fa rispettare il volere dei potenti senza guardare in faccia la gente. Abbiamo una persona che governa e detiene la maggior parte dei media, con le conseguenze che tutti conosciamo sulla libertà d’informazione. Abbiamo abilmente trovato un gruppo a noi esterno, gli extracomunitari e gli zingari, a cui dare la colpa di tutti i nostri mali. Ecco il nemico da combattere, eliminare, cacciare… poi sì che i nostri problemi saranno risolti! Ricorda niente?!? Infine abbiamo una massa di persone che si ostinano a non vedere che cosa sta facendo lo psiconano e lo inneggiano a eroe (lui e mangano eroi forever) e questa direi che è la cosa più grave… e la più essenziale ad un regime così. Infine abbiamo LUI, Berlusconi, che mi pare che con la democrazia abbia litigato.

                                                                                                                                                 

nucleare in italia

In Italia si darà il via al nucleare.

Ma è davvero una cosa buona? Io non sono affatto d’accordo… dicono che sia una fonte di energia all’avanguardia, ma ci sono forme di energia molto più pulite che non vengono neanche prese in considerazione. Inoltre sappiamo bene come vanno le cose in Italia, chi ha in mano la gestione dello smaltimento dei rifiuti, soprattutto al sud. Questo mi preoccupa non poco, che fine faranno a lungo andare le scorie radioattive? Stipate in qualche cava vicino a qualche paese com’è già avvenuto in varie parti del sud… dove la percentuale di tumori ha il più alto tasso d’Europa.

Ci vorrebbero soluzioni alternative, meno dannose che escludano la possibilità di disastri ambientali. Possibilità rara, ma che esiste e non bisogna sottovalutare.

Quello che mi fa ancor più arrabbiare è il fatto che decisioni come queste siano prese senza interpellare i cittadini… chi sarebbe d’accordo a vedersi costruire una centrale vicino a casa? Sono scelte importanti, e dovremmo essere coinvolti in queste decisioni, invece c’è chi si prende il diritto di fare ciò che vuole come se noi non esistessimo… Non sarebbe giusto un referendum? Ma c’è un giro economico importante, troppo importante per chiedere il parere della gente. 

Poi certo, smetteremo di pagare la Francia o chicchessia per la corrente e quant’altro, ma allora magari inizieremo a pagare la mafia… che prospettiva allietante! 

 

barzelletta profetica

Si racconta che quando dio creò il mondo, affinchè gli uomini prosperassero, decise di concedere loro due virtù. E così fece.

Gli svizzeri li fece ordinati e rispettosi delle leggi.

Gli inglesi perseveranti e studiosi.

I Giapponesi lavoratori e pazienti.

I Francesi colti e raffinati.

Gli Spagnoli allegri e accoglienti.

Quando arrivò agli italiani si rivolse all’angelo che prendeva nota e gli disse: “Gli italiani saranno intelligenti, onesti e di forza italia.”

Quando terminò la creazione l’angelo gli disse: “Signore, hai dato a tutti i popoli due virtù, ma agli italiani tre, questo farà si che prevarranno sugli altri…”

“Porca miseria, è vero, ma le virtù divine non si possono più togliere… che gli italiani abbiano tre virtù! Però ogni persona non potrà averne più di due insieme…”

Fu così che: L’italiano che è di forza italia ed è onesto, non può essere intelligente.

Colui che è di forza italia ed è intelligente non può essere onesto.

 E quello che è onesto e intelligente non può essere di forza italia!!!

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Ma sarà vero???